Presentato a Milano il RAPPORTO ANNUALE ASSOLOWCOST

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Per la prima volta in Italia il settore del low cost di qualità è stato sottoposto ad uno studio rigoroso ed analitico, che ne fotografa la consistenza, la diversa articolazione nei vari settori merceologici e dei servizi, le prospettive di sviluppo e la sua incidenza sulla produzione della ricchezza nazionale.

Il settore registrerà una crescita del 10 % nel corso del prossimo anno e questo assicurerà nel 2009 un incremento pari a circa mezzo punto di prodotto interno lordo. In questo modo il low cost di qualità eserciterà una funzione anticiclica, frenando la diminuzione del Pil.

Lo afferma il Rapporto annuale di “Assolowcost Qualità & Valore” la prima Associazione Europea del low cost di qualità, presentato oggi a Milano al Circolo della Stampa. Secondo il Rapporto, elaborato dal Centro studi di “Assolowcost Qualità & Valore”, con la collaborazione di Boston Consulting Group, GPF, Databank, Beaureu Van Dijk, Cai e Iama, il low cost di qualità in Italia nel 2008 ha fatturato 55 miliardi di Euro con un’incidenza del 3,50% sul PIL. La crescita stimata per il nel settore del low cost di qualità nel 2009, in totale controtendenza con il calo in corso della ricchezza prodotta nel Paese, porterà il fatturato a circa 61 miliardi di euro con un’incidenza sul Pil previsto pari al 3,93% e una crescita pari allo 0,43% del PIL. “Un risultato straordinario in una fase di recessione e considerando che non è stato considerato il valore dell’indotto - ha affermato Andrea Cinosi Presidente di Assolowcost”, l’Associazione che vede già tra i suoi associati alcune delle aziende più rappresentative del settore: Genialloyd, Ikea, Ing Direct, Dacia Renault, Volagratis, Genertel, Dialogo, Decathlon, Mercatone Uno, Camicissima, Nau Ottica, Mutuionline e Arredy.

Il Rapporto esamina la congiuntura economica, reale e monetaria, ne analizza i riflessi sul potere d’acquisto, fa il punto sui mutamenti di carattere socio-culturale alla base dell’evoluzione dei comportamenti d’acquisto, esamina i vari settori produttivi verificando le differenze tra una produzione di tipo tradizionale e i modelli di business low cost di qualità e fornisce una serie di spunti su come queste moderna filosofia d’impresa possa rappresentare il modello di riferimento anche in altri settori chiave dell’economia.