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Trovare lavoro è sempre più difficile, ma a dare una mano ci pensa il low cost di qualità, con un fatturato in crescita del 12% a parità di operatori e del 23% considerando i nuovi ingressi in base alle rilevazioni di Assolowcost, l'associazione che riunisce tutte le società che applicano al loro business la filosofia del low cost. . E' raddoppiato per esempio il fatturato del turismo on-line tra il 2006 e il 2009. Si è inoltre difeso bene anche il comparto dei distributori di benzina con un più 15% e stanno ottenendo buone performance i servizi finanziari con un rialzo del 50%.
Presentato oggi a Milano il secondo Rapporto annuale di Assolowcost. Il Rapporto Annuale di Assolowcost presenta una fotografia dell’evoluzione del Low Cost in Italia fornendo dati di fatturato, occupazionali, relativi all’evoluzione del settore nonché dati sul valore del low cost in Italia e sul rapporto in percentuale sul Pil, arrivato nel 2009 al 4,45%.
Libero dalla concezione svilente che lo abbinava ingiustamente al solo aspetto del low price, il Low Cost entra di diritto nel mondo dell’ acquisto “intelligente”. E non solo per quella classe media sempre più provata dalla ormai perenne crisi economica. Questo nuovo modo di valutare il rapporto qualità-prezzo sta modificando lo status anche di chi dalla crisi è solo marginalmente toccato. Così per la prima volta H&M supera Gucci nella classifica Interbrand dei 100 Best Brand, accompagnata da ben altri 5 marchi della nuova espressione del fare shopping.
Andrea Cinosi, Presidente di Assolowcost, spiega a “My Luxury” il fenomeno della moda low cost. L’articolo fa riferimento al settore della moda low cost high value, che ha riscosso un enorme successo grazie alla complicità di grandi stilisti dell’haute couture che si sono prestati a disegnare collezioni per marchi come Oviesse e H&M.Oggi comprare nel grande magazzino non è più una punizione, ma un piacere.
Andrea Cinosi, Presidente di Assolowcost spiega a Repubblica perché sta prendendo piede il fenomeno della moda low cost, nell’articolo di Irene Maria Scalise del 3 novembre 2008.
L’articolo, oltre a spiegare il significato di “cobranding” ovvero il fenomeno che vede i grandi stilisti disegnare linee pensate ad hoc per i grandi magazzini come H&M, Gap, OVS, Macy’s, con impensabili risultati di vendita, introduce un argomento molto trattato nell’ultimo periodo a causa della crisi economica: il low cost.
ANSA - MILANO - Il low cost? Roba da radical chic, che si possono permettere la borsa griffata da migliaia di euro, ma non si vergognano di abbinarla ai jeans modaioli ed economici del grande magazzino. Ne sono convinti gli esperti chiamati a convegno da Assolowcost, la neonata associazione che riunisce i brand che si riconoscono nella formula 'low cost - high values', ossia 'prezzo basso e alta qualita''.
MODAONLINE - Il marchio di camiceria maschile Camicissima, distribuito in oltre 90 negozi in Italia, compresi outlet e franchising e prodotto dall'azienda Fenicia, sta vivendo un periodo di importanti novità. La prima è l'adesione del brand ad AssoLowcost, un'associazione che raggruppa le aziende che seguono una filosofia produttiva definita "Low Cost High Value", ed alla quale Camicissima ha aderito per prima tra le aziende di abbigliamento, poichè in possesso delle qualità necessarie per farne parte: prezzi bassi per i beni offerti sul mercato ma allo stesso tempo qualità elevata.